Cyber Humanities Working Group

Le Digital Humanities (DH), nate già negli anni ’60 del secolo scorso, rappresentano un ambito di ricerca applicata fortemente interdisciplinare che fonde l'uso di strumenti, metodologie e tecnologie digitali con lo studio, l'esplorazione e l'analisi di discipline umanistiche come archeologia, letteratura, storia, filologia, filosofia, linguistica, biblioteconomia, ecc.. Questa disciplina, generalmente guidata da umanisti, ha spesso visto quest’ultimi agire per individuare e adottare tecnologie, spesso sviluppate per altri scopi, al proprio dominio di studio. Il mondo dell’ICT è generalmente relegato in un ruolo di servizio anche a causa del fatto che il mondo umanista viene visto come un di cui rispetto ai propri temi di ricerca puramente tecnologici.

 

Tuttavia, con la progressiva transizione digitale della società che vede una convergenza tra mondo cyber e mondo fisico sempre più inestricabile, e che investe anche il mondo umanista e culturale, il mondo ICT è chiamato ad un ruolo da protagonista, ibridando le proprie competenze al fine di comprendere a fondo le problematiche del dominio umanista e diventare parte attiva nella ricerca e sviluppo di soluzioni tecnologiche realmente pensate per il dominio.

In questa ottica nascono le Cyber Humanities (CH). Le CH, partendo però dalle competenze tecnologiche, implicano pertanto la ricerca e l’applicazione di metodi computazionali per l’analisi dei dati, la digitalizzazione e l’implementazione di progressi tecnologici per ricercare, preservare, proteggere, interpretare e comunicare aspetti della cultura e della conoscenza umana, in accordo con i principi FAIR,.

Il cambio epocale di supporto, da analogico a digitale, da una parte ha ampliato enormemente le possibilità di raccolta (es. remote sensing) e analisi (es. ML/AI) di grandi quantità di dati, di estrazione di informazione a supporto del policy-making, di diffusione della conoscenza (es. LOD) e sua fruizione (es. XR) ma, dall’altra, ha posto il mondo della ricerca di fronte a nuove sfide: provenienza e affidabilità delle risorse (provenance, trust), interpretazione del loro significato (semantic analysis), reperibilità, accessibilità, interoperabilità (FAIRness) e protezione da distruzione o alterazioni (attacchi cyber), preservazione nel lungo periodo (digital preservation), e così via.

In questo contesto, l’acquisizione da parte dei ricercatori e delle ricercatrici SSH (Social Science and Humanities) degli strumenti (Network, Data, AI and Cybersecurity literacy) necessari alla piena comprensione dei livelli di complessità rappresentati dall’uso delle tecnologie necessarie a realizzare la transizione digitale, diventa un prerequisito indispensabile per guidare i processi in cui la società è immersa. Allo stesso tempo, una maggiore sensibilità e comprensione verso i requisiti e le specificità del mondo umanistico da parte del mondo ICT migliorerà ulteriormente questa prospettiva.

Tuttavia, il livello di alfabetizzazione tecnologica (penetrazione, adozione e comprensione delle tecnologie e delle loro implicazioni) nel dominio SSH è piuttosto disomogeneo, con punte di eccellenza che convivono con situazioni in cui l’analogico rimane ancora l’unico metodo di lavoro.

In questo contesto, il WG si propone come soggetto abilitatore, in grado di guidare e supportare le comunità SSH nella realizzazione del Digital Turn, sviluppando il potenziale (spesso inespresso) delle risorse e competenze di dominio ecc. presenti, supportando – assieme alle infrastrutture ESFRI di riferimento:

  • lo sviluppo di un ecosistema FAIR per la “digital enabled research”;

  • la diffusione di Sistemi Informativi, Interazione Uomo-Macchina, Scienza dei Dati, AI e Cybersecurity literacy, come parte delle attività di formazione e trasferimento tecnologico;

  • lo sviluppo di curricula universitari in cui le componenti scientifica e tecnologica siano significative e fondanti, riconoscibili e in linea con le necessità delle comunità coinvolte (ricercatori, GLAM, Imprese Culturali e Creative, ecc.).

Il presente WG intende stimolare una riflessione sul tema dal punto di vista scientifico e tecnologico, contribuire alla riduzione della divisione fra le Due Culture (umanistica, scientifico-tecnologica) precisando il perimetro di DH e Humanities Computing, favorendo l’inter- e la trans-disciplinarità e garantendo la piena inclusione di ambiti di ricerca tradizionalmente sottorappresentati.

Si tratta in particolare di iniziare identificando due tipologie di approcci scientifici e tecnologie:

  1. tecnologie di base

  2. tecnologie avanzate (o di specializzazione/indirizzo)

Le tecnologie di base sono quelle la cui conoscenza a livello di funzionamento e di utente, che interagisce in modi diversi con le tecnologie e con altri e l’ambiente tramite le tecnologie, rappresentano un requisito indispensabile per tutti i Cyber Umanisti. Le tecnologie di base si considerano abilitanti o propedeutiche, perché la loro comprensione è alla base dell’attuale Società dell'Informazione in cui siamo immersi.

Nelle tecnologie avanzate ricadono tutte quelle la cui comprensione e manipolazione a livello di utente, oltre che essere più complessa, è necessaria per affrontare casistiche specifiche.

Ad esempio la comprensione dell’Internet of Underwater Things può consentire al Cyber Humanist di gestire progetti di archeologia subacquea. La comprensione dei modelli LLM può consentire la progettazione di applicazioni di ricerca su grandi archivi digitalizzati, così come i sistemi di AI per il riconoscimento del testo applicato alle epigrafi o al manoscritto antico; fino ad arrivare all’interazione uomo-macchina dove la progettazione di applicazioni avanzate di Mixed Reality per la fruizione di ambienti culturali immersivi si può fondere con il cognitive processing per l’organizzazione della conoscenza in un ambiente cyber-fisico.

È quindi il focus sulle tecnologie avanzate che dovrà rappresentare la discriminante tra offerte formative che intendono prima di tutto offrire basi comuni, ma poi andarsi a concentrare su domini di applicazione specifici.

Il Working Group interagisce con gli altri Laboratori e WG CINI mettendo a disposizione le sue competenze per la creazione di sinergie multidisciplinari. In particolare:

Laboratorio CINI CFC: il WG interagirà con il laboratorio CFC per la definizione delle modalità di costruzione delle competenze e professionalità necessarie al Cyber Humanist per assecondare i bisogni degli istituti culturali.

Laboratorio CINI IoT: il WG interagirà con il laboratorio IoT per quanto concerne gli aspetti di monitoraggio dei siti e delle opere d’arte.

Laboratorio CINI Cybersecurity: il WG interagirà con il laboratorio di Cybersecurity per gli aspetti concernenti la sicurezza degli archivi e dei repository digitali.

Laboratorio CINI Informatica & Scuola: ll WG interagirà con il laboratorio di Informatica e Scuola per gli aspetti concernenti la didattica dell’informatica.

Laboratorio CINI Artificial Intelligence and Intelligent Systems: Il WG Interagirà con il laboratorio per gli aspetti inerenti le applicazioni come riconoscimenti di testi, sistemi basati su LLM, etica.

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